Augusto De Megni

Augusto De Megni

Il suo nome a tanti rievocherà i giorni di circa quindici anni fa, quando il suo caso personale teneva banco nelle cronache quotidiane e faceva trepidare per le sorti di un bambino. Nel 1991, quando ancora piccolo di soli dieci anni, Augusto De Megni fu rapito e tenuto ostaggio per quattro mesi dalla "Anonima Sarda". Sulla esperienza aveva poi riferito: "Un evento del genere ti scombussola l'esistenza. La mia famiglia non mi aveva mai fatto mancare niente, ma quando sei prigioniero, pensi alla libertà e la ricchezza e la povertà non ti sembrano più niente a confronto".

Cinque anni dopo il tragico evento, lascia temporaneamente la famiglia per giocare a pallone come portiere in serie D nella squadra della vicina Città di Castello. Esperienza che lo ha porta a far parte del Genoa nella stagione 1999-2000 nella serie cadetta. Oggi vive con la mamma, e dopo aver conseguito la maturità classica, è adesso studente universitario in "Scienze della Comunicazione" mentre collabora con un procuratore sportivo.

Testardo e impulsivo, Augusto ha un carattere vulcanico, restio all'uso della diplomazia, motivo per cui preferisce il dialogo schietto, più sincero. È molto sensibile verso il prossimo, anche se poi tenderebbe a prevalerlo. Adora i bambini. Ha un bel rapporto con I genitori, i quali sono separati. Ha una sorella più grande. Pratica ancora il gioco del calcio, il tennis e lo sci. Ai provini del "Grande Fratello" ha dichiarato di voler partecipare al gioco perchè vorrebbe rivalutare la sua immagine da quel passato fosco e associarla a qualcosa di nuovo.

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