Piedone lo sbirro
- Durata: 1h:50min
- Nazione: Italia
- Data uscita: 1974
- Regia: Steno
- Sceneggiatura: Nicola Badalucco, Lucio De Caro
- Interpreti: Bud Spencer, Adalberto Maria Merli, Raymond Pellegrin, Enzo Maggio, Alessandro Perrella, Angelo Infanti
Il vice Commissario Rizzo detto Piedone, in servizio a Napoli, temuto e rispettato dalla malavita locale e conosciuto per i suoi metodi a base di schiaffoni, vive in una pensione con Maria e il figlio della donna Salvatore.
Ogni tanto incontra il Gobbo, che in cambio di soldi gli da informazioni fasulle. Il Commissario, suo capo, è stato sostituito da un altro, che proprio non approva il suo modo di agire. A Napoli sta succedendo qualcosa di grosso: le bande locali, una capeggiata da O'Barone, l'altra da Manomozza combattono fra loro più violentemente del solito, una prostituta viene misteriosamente sfregiata. Interrogando una sua collega, che gli spiega che questo gesto è dovuto al rifiuto della vittima di vendere roba ai clienti, Piedone capisce che il colpevole di ciò è proprio O'Barone, che nel frattempo si è arricchito; viene interrogato ma non parla e per punizione viene pestato e gli distrugge la macchina.
Piedone indaga e scopre che tutto il movimento è dovuto all'arrivo dei marsigliesi che sono venuti nella città partenopea a fare nuovi affari, dato che in Francia c'è terra bruciata. O' Barone è legato a doppio filo con i marsigliesi, che in cambio di soldi e protezione deve distribuire droga. Piedone lo sta per prendere durante un inseguimento ma il suo avvocato denucia Piedone per maltrattamenti, così il nuovo commissario lo sospende dal servizio, proseguendo le indagini da solo.
La droga viene venduta anche a scuola e il figlio di Maria ruba i soldi a Piedone per potersela permettere sebbene fosse stato male dopo un assunzione precedente. Al Barone le cose non vano benissimo e i marsigliesi lo accusano di scarsi risultati e intanto il suo avvocato, propone a Piedone, in cambio della uscita dal caso, la fine della sospensione ma non accetta. La sua reazione non tarda ad arrivare, presentandosi con i suoi modi ma Piedone risolve tutto a modo suo.
Per scacciare i marsigliesi, Piedone convoca la vecchia camorra e la mette contro di loro: distrugeranno i loro laboratori. Una nave, secondo il Gobbo, carica di droga è in arrivo da Tunisi, ma Piedone scopre il cadavere del Barone a casa sua. Ha paura di essere sospettato e infatti il capo lo interroga. Passa poco tempo e il Gobbo viene ucciso per aver parlato troppo perché aveva detto quasi tutta la verità: la nave non veniva da Tunisi ma si chiamava Tunis. La sera va a percuisirla e trova, dopo una scazzottata, la droga nel pesce surgelato.
Prima di morire il Gobbo gli ha lasciato un segnale, fatto con le mani, importantissimo sul nome del suo assassino: è stato Manomozza, voglioso di metter le mani sul giro della droga. Va nel suo locale ma proprio in quel momento Piedone viene arrestato e accusato di possesso di droga e degli omicidi del Barone e del Gobbo. A questo punto i suoi sospetti di collussione del Commissario con i Marsigliesi sono fortissimi e per scoprirlo farà finta di consegnarsi con la droga.
Fortunatamente non è così, all'incontro stabilito con il Commissario, dove accorre anche Manomozza, scopre che lui stesso era solo un esca di un piano già predefinito dal Commissario. Manomozza viene finalmente arrestato ed il caso è risolto.
- Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2006 -
