Versione comica del celebre Frankenstein realizzata da uno straripante Mel Brooks: il nipote del famosissimo Barone Frankenstein, Frederick, scienziato pazzo che riportava in vita i morti, è un chirurgo che vuole scacciare l'ombra del suo avo, rinnegando il suo lavoro e pretendendo che il suo cognome venga pronunciato in modo diverso; cambia quando un uomo gli porta il testamento dello zio direttamente dalla Transilvania: Frederick parte ed ad attenderlo trova Igor, che lo condurrà al castello, dove troverà Inga e Frau Blucher: arrivato, la scienza e lo zio sembrano chiamarlo: durante la notte ha un incubo e capisce il suo destino, attirato anche da un misterioso suono di violino: seguire le orme del barone. Trova la sua stanza segreta ed il libro del nonno, che spiega i suoi segreti e si cimenta in quello che lui aveva fatto in passato: riportare in vita i morti: per far questo si serve di Igor e di Inga.
Va in un cimitero, riesuma un cadavere dalle dimensioni gigantesche di un uomo appena giustiziato; serve però un cervello ed Igor viene incaricato di prendere quello di un genio ma qualcosa va storto: il cervello finisce per terra e per rimediare porta quello di un pazzo. L'esperimento, realizzato scrupolosamente, sembra non riuscire, il mostro si sveglia ma a causa del suo cervello pazzo è pericolosissimo.
Come se non bastasse ci si mette anche la comunità ed un ispettore del villaggio che considera Frederick un uomo pericoloso come i suoi antenati. È stata Frau Blucher ad organizzare la rinascita del mostro, per fare in modo che il suo amichetto torni in vita. Il mostro scappa dal castello, ma quando Frederick lo riprende è deciso ad usarlo per il bene della scienza: porta avanti un esperimento in pubblico che però fallisce: la creatura viene incatenata e messa in prigione. I guai non sono finiti perché Frederick, dopo aver avuto una relazione con Inga dovrà nascondere tutto alla fidanzata appena arrivata al castello. La bestia scappa dalla prigione e rapisce la fidanzata dello scienziato: portata in un posto isolato, con tutto il villaggio alle calcagna, viene posseduta dal mostro rimanendone molto soddisfatta.
La creatura torna al castello, attratta dal violino, per un ultimo esperimento: dargli un cervello normale, con il professore usato da cavia. Tutto finisce bene e il professore sposa Inga mentre la sua ex sposa la creatura. Il film è fantastico, pieno di momenti comici esilaranti: Igor (Marty Feldman) lo considero il perno centrale, indispensabile per Gene Wilder per esprimere il personaggio dello scienziato. Indimenticabile la battuta "Lupo Ululi, Castello Ulula". La battuta non è mai banale e spesso vengono usati "equivoci linguistici" per generarla, come nella disputa (scrivo come si pronuncia) frankenstin/frankenstain e igor/aigor.
Di Feldman mi ha sorprende molto la mimica facciale con i suoi occhi sempre fuori dalle orbite e la perfezione nei tempi della battuta. Di Wilder, bravissimo anche lui, sorprende il metodo comico usato per esprimere ed eliminare il conflitto tra la personalità del professore normale e di quello pazzo, elemento centrale della parodia. Wilder è doppiato in italiano da uno stupendo Oreste Lionello che lo esalta in tutti i modi. Forse è il miglior film comico della storia del cinema: guardatelo.
- Aggiornamento: 4 ottobre 2006 -