Paolo Sciré

Il finanziere Emanuele Sansoni, per sfuggire dalla Guardia di Finanza e anche dalla Mafia, con una valigia piena di documenti compromettenti, a causa del crack finanziario che lo ha coinvolto, gira mezza Europa con lo sprovveduto tassista Gino Sciaccaluga, sampdoriano purosangue. Sansoni si traveste da donna per non farsi scoprire e lascia credere al tassista che sia sua sorella Erichetta detta Etta. Gino se ne innamora perdutamente e "lei" lo convince ad entrare in una società fantasma con il fratello, dopo che ha chiesto invano ad ex amanti un prestito di trenta miliardi.

Dopo la creazione della società il tassista si ritrova nell'alta finanza, e intuisce in qualche parola di Sansoni col notaio che qualcosa non va, visto che quando le cose andranno meglio, dovrà firmare l'uscita dalla società. Intanto la moglie di Sciaccaluca (M. Laurito) si consola con un uomo delle forze dell'ordine (A. Pappalardo) chiamato dopo la denuncia della scomparsa del marito, la quale si fa vivo solo con delle frammentarie telefonate.

Alla fine dopo una vincita al casinò, e dopo aver sconfitto i mafiosi, Sansoni fugge a Casablanca: Sciaccaluga rimane solo e viene a sapere la verità su Erichetta. Tornato a casa, viene sbattuto fuori dalla moglie e dell'amante; senza più niente va a suicidarsi, ma viene trovato appena in tempo da Sansoni, appena rientrato in Italia, con le cose messe a posto.

Sciaccaluga sale sul panfilo del finanziere deve firmare l'uscita dalla società, in cambio di soldi, ma si ricorda tutto: non firma e resta padrone di tutto: i ruoli si scambiano e sarà Emanuele a guadagnarsi da vivere facendo il tassista.

- Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2006 -

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