Il Giornalista Perozzi (Philipe Noiret) vuole rincontrare i vecchi amici: il Conte Mascetti (Ugo Tognazzi), nobile decaduto, L'architetto Melandri (Gastone Moschin), impiegato al Comune, l'oste Necchi (Duilio Del Prete) che gestisce l'omonima osteria e il Professor Sassaroli (Adolfo Celi) noto primario. Dopo averli radunati tutti partono per una "zingarata" vale a dire uno scherzo che serve al loro per stare meglio; intanto rievocano quelle precedenti.
Molto tempo fa finirono tutti all'ospedale a seguito di un incidente: li conoscono il Sassaroli e Melandri s'innamora di una donna misteriosa paziente del reparto psichiatria: Con l'aiuto dei suoi amici fa telefonate misteriose con voce suadente: lei s'innamora ma verranno a sapere più tardi che è la moglie del primario. Intanto il Perozzi, dimesso dall'ospedale, fa finta di fare il gobbo per essere lasciato dalla moglie che non rivedrà più. Il Sassaroli disposto a lasciare Donatella al Melandri, visto i suoi problemi psicologici, ma Melandri in cambio si deve prendersi le due figlie, la governante e sopprattutto Birillo, il cane san bernardo al quale la donna è molto affezionata. Trasferitosi tutti in blocco a casa sua, gli amici non hanno più notizie dell'architetto ma dopo un mese per disperazione va al bar e chiede loro aiuto: la donna soffre del differente tenore di vita e fa confronti con il Sassaroli ma fortunatamente durante la cena quest'ultimo capisce: Melandri lascia la donna e tutti insieme per sfogarsi vanno alla stazione a schiaffeggiare i passeggeri dei treni in partenza.
Il primario da allora si aggrega al gruppo e tornando al presente vanno in un paesino sperduto dove fanno credere agli abitanti che passi l'autostrada. Mascetti ha un'amante, molto più giovane di lui, di nome Titti figlia di un colonnello in pensione: a causa dei suoi guai finanziari, Mascetti deve continuamente spostarsi con la ragazza e chiedere ospitalità ai suoi amici. Mascetti è geloso di lei ma gli giura di essere l'unico uomo della sua vita; scopre infatti dopo un pedinamento che la ragazza è lesbica e allora si decide con l'aiuto dei suoi amici, di affittare una casa e di far ritornare la moglie (Milena Vukotic) e la figlia con lui. La casa è in realtà uno scantinato malandato di un palazzo. Il padre di titti scopre la relazione con il Mascetti e dopo averlo preso a fucilate, va dalla moglie, che disperata, tenta di uccidere la famiglia nel sonno con il gas. Il conte ha i sensi di colpa ma non riesce a lasciare la ragazza.
Infiltrati per caso ad una festa dove non conoscono nessuno. Al Melandri sopraggiunge un impellente bisogno di un bagno; entra in una stanza e vede un bambino seduto su un vasino: lo sposta e ci fa la cacca, di dimensioni maggiori, al posto suo e poi lo rimette dov'era. Quando i genitori se ne accorgono scoppia il panico generale e gli amici possono mangiare a sbaffo. Un pensionato scroccone frequenta il bar Necchi e per non farlo venire più gli fanno un bello scherzo: fingendosi delinquenti danno al malcapitato delle bustine di zucchero dicendo che in realtà era droga. Lo cacciano via e torna dopo due giorni con l'intenzione di entrare nella banda. Accettano e dopo aver comperato pistole e denaro finto, fanno finte missioni, simulando la faida con i Marsigliesi. La burla si protrae a lungo e la moglie di Necchi si sente trascurata.
La farsa finisce con l'uccisione del boss, il Sassaroli, durante una sparatoria, mentre il pensionato, apparso su un giornale finto del Perozzi come ricercato, fugge a Reggio Calabria. Gli zingari non hanno più voglia di divertirsi e il Perozzi si sente male e muore, circondato solo dall'affetto degli amici. Al funerale intonano il loro inno di battaglia e casualmente riappare il pensionato che chiede come mai il boss fosse ancora vivo e chi fosse morto. Con ironia gli dicono che il boss ha sette vite e che il morto era un traditore ucciso per un regolamento di conti.
- Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2006 -