
Carlo Verdone è figlio di Mario, il critico cinematografico. Consegue la laurea in lettere ma la sua passione è il cinema. Si diploma al centro sperimentale di cinematografia con un cortometraggio tratto da un racconto di Cechov. Realizza documentari ed è un buon cabarettista. Lavora in "Rebelais" e in "Tali e quali" (1977). Seguono alcuni programmi radiofonici e il varietà televisivo "Non stop" poi, quasi contemporaneamente, lo spettacolo teatrale "Senti chi parla" (1979/80) e "Un sacco bello", suo esordio cinematografico come regista, attore e autore dopo aver l'anno prima debuttato con una piccola parte ne "La luna" di Bernardo Bertolucci.
Colpisce, la straordinaria capacità di interpretare contemporaneamente più personaggi: dodici in "Tali e quali", dieci in "Senti chi parla" e sei in "Un sacco bello". Ne interpretarà altri tre nel suo capolavoro "Bianco Rosso e Verdone" (1980) mentre nel successivo "Borotalco" al fianco di Eleonora Giorgi" (1981), vincitore di due nastri d'argento e cinque David di Donatello, sembra abbandonare il trasformismo caricaturale a favore di un personaggio unico.
Verdone alterna il lavoro di attore-regista a quello di attore: lavora con Castellano & Pipolo in "Grand Hotel Excelsior" (1982), con Alberto Sordi, suo maestro, girando "In viaggio con papà" ed anche col fratello Luca in veste di regista in "Sette chili in sette giorni" (1986).
A partire da "Io e mia sorella" (1987) con Ornella Muti, vincitore di due nastri d'argento e due David di Donatello, Carlo tenta la strada del cambiamento a favori più malinconici e più impegnati; In "Compagni di scuola" (1988) ad esempio affronta tematiche dure concentrandosi sulle caratteristiche psicologiche e sulle nevrosi dei vari personaggi. Sulla stessa scia "Il bambino e il poliziotto (1989), forse il film con meno successo, la commedia dinamica "Stasera a casa di Alice" (1990) con Ornella Muti ancora al suo fianco e con un ottimo Sergio Castellitto.
L'anno seguente gira "Maledetto il giorno che t'ho incontrato" con la brava Margherita Buy, che centra in pieno proprio il problema delle nevrosi e delle manie, dove si aggiudica altri due David di Donatello. Nel 1992 gira "Al lupo al lupo" con Francesca Neri e Sergio Rubini, che parla delle diversità tra fratelli. Nel 1994, dopo una pausa durata due anni, gira con Asia Argento "Perdiamoci di vista" che affronta il delicato problema dell'handicap e del perbenismo, ma nel 1995 ritorna agli esordi con il campione d'incassi "Viaggi di nozze" dove interpreta tre personaggi che ricordano come caratteristiche "Bianco Rosso e Verdone ".
Dopo "Sono pazzo di Iris Blond" (1996) con Claudia Gerini, è il bullo Armando Feroci in "Gallo cedrone" (1998) che sembra essere il naturale proseguimento degli esordi, inaugurando quella "fenomenologia del coatto" che continuerà con la pubblicazione del libro "Fatti coatti". Nel 2000 gira "C'era un cinese in coma" ed esordisce anche in veste di produttore nello stesso anno con "Zora la vampira", film coatto dei Manetti Bros dove questa volta non è il protagonista. L'ultimo lavoro è "Ma che colpa abbiamo noi" (2002) che ricalca "Maledetto il giorno che t'ho incontrato".
- Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2006 -