Nato a Roma nel 1920 Alberto Sordi è considerato uno dei più grandi comici italiani. Originario del quartiere di Trastevere debutta a teatro con la compagnia di Ermete Zacconi per passare poi alla rivista e alla radio, dove diede vita a personaggi che gli valserò una grande popolarità come il Signor Dice, Mario Pio ed il Conte Claro. È stato anche doppiattore prestando la voce ad attori americani del calibro di Robert Mitchum, Anthony Quinn ed italiani come Marcello Mastroianni ma sopprattutto viene ricordato per il doppiaggio di Onlio (Oliver Hardy).

Nel 1951 fu lanciato come protagonista nel cinema in "Mamma mia che impressione", dove era co-produttore con De Sica, che non ebbe il successo sperato. L'anno successivo Fellini lo volle in due film: "Lo Sceicco bianco" e "i Vitelloni", dove nel 1954 vinse il Nastro d'argento come miglior attore non protagonista. Fu proprio questo film, insieme a "Un giorno in pretura" e "Un americano a Roma", a consacrarlo al grande pubblico: dapprima con film comici, con cui divenne un mattatore al box-office, interpretando nel 1954 ben tredici film, poi con capolavori fra i maggiori della commedia all'italiana: da "Il vedovo" di Risi a "La grande guerra di Monicelli, da "Tutti a casa" di Comencini a "Il boom" di De Sica.

Da "Una vita difficile" ancora di Risi a "Mafioso" di Lattuada per un totale di oltre duecento film quasi tutti di emblematica negatività all'insegna di un magistero interpretativo, condensati in un enorme personaggio straordinariamente tratteggiato, ogni volta con sfumature diverse e spesso grottesche, il cui denominatore unico restava, comunque, piccolo borghese che fosse o bulletto di quartiere, l'analisi spietata dell'italiano medio.

Non è un caso se le sue prove significative, fermo restando l'indimenticabile repertorio comico, sono commedie dai risvolti amari, vicende in cui il tragico ha spesso il sopravvento restituendo però ai personaggi uno spessore decisamente più umano. Nel 1977 con "Un borghese piccolo piccolo" di Mario Monicelli segna una svolta alla sua carriera, mettendo fine a quell'ipocrita, innaffidabile ed esibizionista, chiacchierone piccolo italiano che aveva caratterizzato i suoi film. Nel 1965 debutta anche come regista in "Fumo di Londra", seguito poi da film come "Polvere di stelle" (1973), che segna l'inizio del fortunato sodalizio con Monica Vitti e "Finché c'è guerra c'é speranza (1974).

Sordi è testimone della storia italiana dal dopoguerra in poi e dopo i suoi grandi successi non sono mancati i premi e i riconoscimenti nazionali ed internazionali tra i quali il Leone d'oro al Festival di Venezia nel 1995 e il David di Donatello nel 1999 per i suoi sessant'anni di carriera. Il 15 giugno del 2000, per i suoi 80 anni è stato Sindaco di Roma per un giorno. Muore il 25 febbraio 2003 e tutta l'Italia gli rende omaggio, smentendo chi pensa che il grande Albertone sia solo un eroe romano.

- Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2006 -

Film - Telefilm | Attori - Attrici | Uomini TV - Donne TV | Modelle - Miss | Forum TV

Creative Commons License

Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Le immagini sono protette da copyright e appartengono ai rispettivi proprietari