
Pur lavorando nell'ambito del cinema internazionale, Tomas Milian (ha studiato all'Actor's Studio) lega la sua immagine al cinema italiano di genere. Interpreta i primi film in Italia negli anni '60 che lo vedono lavorare principalmente con autori come Bolognini ("La notte brava", "Il bell'Antonio", "Madamigella di Maupin"), Lattuada ("L'imprevisto"), Maselli ("I delfini", "Gli indifferenti", "Ruba al prossimo tuo"), Loy ("Un giorno da leoni"), Brusati ("Il disordine").
Il secondo, fortunato periodo di Tomas Milian, avviene però con il cinema Western, dove spicca con memorabili personaggi, in film diretti da Giulio questi ("Se sei vivo spara"), Giulio Petroni ("Tapepa"), Giovanni Fago ("O' Cangacerio"), Sergio Corbucci ("Vamos a matar companeros") e, soprattutto nella trilogia western di Sergio Sollima, "La resa dei conti", "Faccia a faccia" e "Corri uomo corri", dove interpreta (nella prima e nella terza pellicola) il ruolo dello scanzonato peon Cuchillo, abilissimo lanciatore di coltelli.
Tramontata la stagione degli spaghetti western diventa uno degli attori più popolari del cinema poliziesco degli anni settanta lavorando con i più importanti registi del settore dove interpreta indifferentemente parti serie o parodistiche. Personaggi come Monnezza e Nico Giraldi diventato un culto, nati rispettivamente nei film di Umberto Lenzi ("Il trucido e lo sbirro") e di Bruno Corbucci ("Squadra antiscippo"), ma non bisogna dimenticare ruoli in pellicole dirette da De Martino ("Il consigliori"), Massi ("Squadra volante"), Martino ("La polizia accusa: il servizio segreto uccide"). Milian è inoltre il crudele "gobbo" in "Roma a mano armata" e in "La banda del gobbo", un'altro spietato gangster, Giulio Sacchi, in "Milano odia: la polizia non può sparare", "il Cinese", "Il cinico", "l'infame", "Il violento", e un vendicatore solitario in "Il giustiziere sfida la città", tutti diretti da Lenzi.
Tomas Milian si dimostra attore eclettico come dimostra nello storico "Beatrice Cenci", di Lucio Fulci, che lo dirige anche nell'angosciante thriller "Non si sevizia un paperino" e nel violento western "I quattro dell'apocalisse". Sono da segnalare le sue interpretazioni nel giallo psicologico "La vittima designata" di Maurizio Lucidi, nei drammatici, "La luna" di Bernardo Bertolucci e "Identificazione di una donna" di Michelangelo Antonioni, nel fantascientifico "Luci lontane" per la regia di Aurelio Chiesa. Dalla fine degli anni ottanta, quando finisce l'era del cinema di genere, interpreta film da "Oltre ogni rischio" di Abel Ferrara, a "Traffic" di Steven Sodebergh.
- Data creazione: 4 ottobre 2006 (abbozzo) -